martedì 21 novembre 2017

Saziarmi di baci


ERICH FRIED

BRAMA

Mi auguro talvolta
di poter
saziarmi di baci con te
ma poi dovrei morire
per la fame che ho di te
perché più ti bacio
e più devo baciarti:
I baci non nutrono me
solo la mia fame.

(da È quel che è, Einaudi, 1988 - Traduzione di Andrea Casalegno)

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Questa del poeta austriaco naturalizzato britannico Erich Fried (1921-1988) è una poesia d’amore sul desiderio, anzi su qualcosa di più, visto che la brama apporta un’accezione ancora maggiore, una smania smodata di volere qualcosa. Ed è un desiderio che alimenta se stesso, acuendosi invece di appagarsi.

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Bacio

DIPINTO DI ANDRE KOHN

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LA FRASE DEL GIORNO
Il desiderio è una specie di serpe prodigioso, che quanto s'accorcia di dietro, tanto s'allunga dinanzi.
ARURO GRAF, Ecce homo

lunedì 20 novembre 2017

Sorgesti da te stesso


DULCE MARÍA LOYNAZ

IO TI SPOGLIAVO DI TE STESSO

Io ti spogliavo di te stesso,
dei «tu» sovrapposti con cui la vita
ti aveva fasciato…

Ti ho strappato la corteccia – intera e dura -
che si credeva frutto, che aveva
forma di frutto.

E davanti allo stupore vago dei tuoi occhi
sorgesti con gli occhi ancora velati
di oscurità e sbalordimento…

Sorgesti da te stesso; dalla tua stessa
fertile ombra, pura e semplice
anima viva…

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Sembra una nascita quella che racconta la poetessa cubana Dulce María Loynaz (1902-1997), e lo è: grazie all’amore, avviene la trasformazione dell’essere amato, che si spoglia dei suoi “tu”, degli egoismi dell’”io”, delle più inutili incrostazioni per riuscire finalmente a mostrare nell’amore soltanto la sua anima.

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FOTOGRAFIA © NOBLE THEMES

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LA FRASE DEL GIORNO
Piace all’Amore Felice – quello che si ferma / un istante… – strappare un verso all’anima buia.
DULCE MARÍA LOYNAZ

domenica 19 novembre 2017

La perfezione


EUGÉNIO DE ANDRADE

È UN POSTO NEL SUD

È un posto nel sud, un posto dove
la calce
si solleva a sfidare lo sguardo.

Dove hai vissuto. Dove a volte nei sogni
ancora vivi. Il nome impregnato d'acqua
trasuda nella tua bocca.

Sui sentieri delle capre scendevi
alla spiaggia, il mare sferzava
quelle scogliere, queste sillabe.

Gli occhi si perdevano annegando
nel chiarore
del tramonto o dell'alba.

Era la perfezione.

(da Bianco nel bianco, 1984)

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“Un posto nel sud” è il luogo della memoria del poeta portoghese Eugénio De Andrade (1923-2005). Un luogo dove si è stati felici, dove ci si è sentiti appartenere. Un luogo come tutti abbiamo nel cuore e negli occhi e dove, se non possiamo andarci, resta comunque a popolare i sogni.

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Tavira

FOTOGRAFIA © TAVIRA ALGARVE PORTUGAL

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LA FRASE DEL GIORNO
Sorge aerea pietra su pietra / la casa che ho solo nella poesia.
EUGÉNIO DE ANDRADE

sabato 18 novembre 2017

Quando ci si innamora


MARIO BENEDETTI

INNAMORARSI E NO

Quando ci si innamora le falangi
del tempo si accampano nell’oblio
la sfortuna si riempie di miracoli
la paura si trasforma in ardimento
e la morte non lascia la sua cripta

innamorarsi è un presagio gratuito
finestra aperta sull’albero nuovo
un’impresa eroica dei sentimenti
una bonaccia quasi insopportabile
e un esercizio contro la sventura

per contro invece perdere l’amore
è vedere il corpo come è e non come
lo sguardo dell’altro lo inventava
tornando più poveri al vecchio enigma
trovando la tristezza nello specchio.

(da La vita è questa parentesi, 1998)

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Innamorarsi – dicono gli scienziati – genera un effetto che si può paragonare a quello di certe droghe o di certi sport estremi: libera dopamina, adrenalina, feniletilamina, tutte sostanze eccitanti ed euforizzanti. Ma non servivano gli scienziati per dirlo: bastavano i poeti, come l’uruguaiano Mario Benedetti (1920-2009).

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Innamorarsi

FOTOGRAFIA DA TWITTER

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LA FRASE DEL GIORNO
Se ti amo è perché sei / il mio amore la mia complice e tutto / e per la strada fianco a fianco / siamo molto più di due.
MARIO BENEDETTI

venerdì 17 novembre 2017

Ha il silenzio


FINA GARCÍA MARRUZgarcia marruz

CINEMA MUTO

Non è che gli manchi
il sonoro,

è che ha
il silenzio.

(da Créditos de Charlot, 1990)

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Pochissime parole, dodici, bastano alla poetessa cubana Fina García Marruz (L’Avana, 1923) a lanciare come un fulmine questa sua sentenza: in tempi come questi che vivono di parole spesso a vanvera, dovremmo anche noi celebrare il silenzio, dargli valore. E non solo: rovesciare l’aspetto di una questione per vederlo dall’altro lato. Entrambe le cose non potrebbero farci altro che bene.

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Monello

SCENA DA “IL MONELLO”, 1921

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LA FRASE DEL GIORNO
L'unica cosa profonda, straordinaria che l'uomo abbia scoperto è il silenzio, ed è anche l'unica cosa a cui non riesce ad attenersi.
EMIL CIORAN, Quaderni 1957/1972

giovedì 16 novembre 2017

Dietro il paravento


DANIEL SAMOILOVICHSamoilovich

RICORDANDO UNA NOTTE A PECHINO

Quando i raggi della luna incespicarono
nel paravento decorato

le lucciole tessute di fili di seta
sembrarono prendere vita;

con un ventaglio di chiffon le scacciammo
e sdegnose salirono al cielo

gradino dopo gradino. Affare fatto: sia per loro
la volta dove una notte all’anno

si incontrano il Guardiano di buoi e la Tessitrice,
a noi basti il nostro nascondiglio

dietro il paravento, qui sulla Terra.

(da Molestando i demoni, 2009)

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La Cina e le sue leggende sono spesso protagoniste in questa raccolta di poesie dell’argentino Daniel Samoilovich (Buenos Aires, 1949): in questo caso il riferimento è a due stelle - Vega, il Guardiano di Buoi, e Altair, la Tessitrice - antichi amanti che per punizione vennero trasformati in esse e che si possono incontrare sul ponte sopra la Via Lattea una sola volta all’anno, la notte del 7 di luglio. Samoilovich preferisce però la concretezza terrestre, il rifugio d’amore dietro un paravento.

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Utamaro

KITAGAWA UTAMARO, “UOMO E DONNA ACCANTO A UN PARAVENTO”

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LA FRASE DEL GIORNO
Chi non ha trovato rifugio / in ciò che è vasto, cerca il piccolo.
ADAM ZAGAJEWSKI, Della vita degli oggetti

mercoledì 15 novembre 2017

Guardiana del tramonto


RENATA CORREIA BOTELHO

ACCOSTO IL VISO ALLA PARETE

Accosto il viso alla parete
più triste della stanza, fedele
guardiana del tramonto.

Il cuore che mi lasciasti
è una casa difficile da abitare.

(da Un circo nella nebbia, 2009)

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L’assenza lascia un vuoto non solo nel cuore, ma anche nelle cose: così è la casa-cuore della poetessa delle Isole Azzorre Renata Correia Botelho (São Miguel, 1977). Mettere “il tuo nome tra virgolette / metafora sabbiosa / inutile come un circo / nella nebbia” non serve a nulla: resta soltanto la casa, con i suoi fantasmi.

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Hopper

EDWARD HOPPER, “SOLE IN CITTÀ”

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LA FRASE DEL GIORNO
Angelo impietoso, il tuo compito è stato / insegnarmi finalmente a vivere senza te.
HUGO WILLIAMS, Love-Life

martedì 14 novembre 2017

So solo


PURUSHOTTAM SHIVARAM REGERege

MI HANNO CHIESTO

Mi hanno chiesto se la mia esperienza è stata significativa.
«Non lo so», ho risposto.
«So solo che vissi e morii
e morii e vissi ancora,
che tra due momenti
c’è una breccia di migliaia di evi
     che non riusciranno a compiersi
anche se sempre proveranno a farlo».

Mi hanno chiesto se la mia esperienza è stata reale.
«Non lo so», ho risposto.
«So solo come due occhi
possono illuminare un mondo di inesorabile desiderio
e confondere un’intera facoltà di filosofi
e i farisei della bellezza».

Mi hanno chiesto se la mia esperienza avesse una morale
per un mondo sazio, aggressivo, disgustato.
«Non lo so», ho risposto.
«Ho conosciuto soltanto il dolce vento delle foglie del melo,
l’oro del sole che gioca a nascondino con il grano maturo
e la macchia rossa sul suo bianco, bianchissimo
     niveo seno sinistro».

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Il poeta indiano Purushottam Shivaram Rege (1910-1978) inscrive i suoi versi in un temperato modernismo spesso venato dall’ironia o dal sarcasmo. Qui fa prevalere la forza soprannaturale della poesia, della bellezza, dell’amore, capaci di confondere i saggi e di instillare dubbi, di superare il finito umano in un tempo senza tempo.

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Sole e donna

FOTOGRAFIA © GOODFON

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LA FRASE DEL GIORNO
E quando ti siedi / e la prendi per mano  / non misurare mai la distanza. / Il tempo ha la strana abitudine di tornare indietro.
PURUSHOTTAM SHIVARAM REGE

lunedì 13 novembre 2017

Quel color di paglia


GHERARDO DEL COLLEgher3

NOVEMBRE

Gli alberi sono rimasti senza foglie
e gemono al vento che le sparpaglia;
si trattiene ai tuoi occhi quel color di paglia
arido, che s’affolta alla tua soglia.
Se nella strada tu procedi, ascolti
che al tuo piede s’infrange
quasi un sommesso piangere senza volto...

(da Il fresco presagio, De Ferrari, 2008)

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Gherardo Del Colle (1920-1978), frate cappuccino ligure, fu presentato al mondo letterario da Giorgio Caproni: “poeta ricco di passione non in esclusivo senso religioso, ma soprattutto umano”. Queste parole sono perfette per questi versi dedicati a novembre. Se altrove a prevalere sono il fideistico abbandono a Dio (Il mio posto nel tempo / e nello spazio l’ho da Te, Signore) o la denuncia delle ingiustizie sociali (sulle piazze Ti udrò / discorrere animoso coi braccianti avviliti / e i licenziati dell’ILVA e i torvi ferrovieri) qui a risaltare è proprio quell’umano sentire, quasi una “compassione” per le foglie.

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Foglie

FOTOGRAFIA © IVABALK/PIXADAY

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LA FRASE DEL GIORNO
Lascia le tetre rive: andiamo insieme / nell’incanto autunnale dei miei orti.

GHERARDO DEL COLLE, Il fresco presagio

domenica 12 novembre 2017

La vita è fiamma vinta


VINCENZO CARDARELLI

FUGA

Brevi sono le forme
che il caos inquieto produce.
La vita è fiamma vinta.
Ogni cosa è costretta
in uno spazio imperioso.
Ascese immani s’appuntano
al vertice di un’ora
per ricadere dolorosamente
in una perduta impotenza.
Se poi ci si rialzerà,
non è certo.
A volte il destino divaga.
Attese di anni non bastano
a dar tempo di giungere a un momento.
E noi stringiamo la grazia
come una mano che si ritira.

(da Poesie, 1942)

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Il poeta laziale Vincenzo Cardarelli (1887-1959) ha, secondo il critico Alfredo Giuliani, “due padri putativi letterari inconciliabili: D’Annunzio e Leopardi”. In Fuga assistiamo allora  a un tentativo di deprimere il dannunzianesimo con il metafisico ragionare introspettivo leopardiano. Oltre al bellissimo verso sentenza che ho scelto come titolo di questo post, si avverte anche un’eco montaliana, quel “Se poi ci si rialzerà / non è certo”. Intanto, anche noi, stringiamo la grazia e la poesia…

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Kandinskij

VASILIJ KANDINSKIJ, “RIGIDE ET COURBE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Le cose non stanno che a ricordare. / Piano piano i minuti vissuti, / fedelmente li ritroveremo. / Coraggio, guardiamo.
VINCENZO CARDARELLI, Poesie

sabato 11 novembre 2017

Più del vento


CHARLOTTE MEWMew

AMORE DI MARE

La marea sale e scende sul vasto mondo.
Fu solo lo scorso giugno, e ricordo che
pensavamo che il movimento e il richiamo nel cuore di chi ama
fosse eterno come il mare.

Qui gli stessi pesciolini scintillano e nuotano
con l’antico luccichio della luna sulla grigia sabbia umida:
e lui non è più per me né io per lui
più del vento che mi sfiora la mano.

1919

(da La sposa del fattore, 1921)

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Quella di Charlotte Mew (1869-1928) è una figura molto particolare nell’Inghilterra letteraria che passa dall’epoca vittoriana al modernismo: stimata da Thomas Hardy, Ezra Pound, Siegfried Sassoon e Virginia Woolf, decise, insieme alla sorella Anne, di non sposarsi per non trasmettere la malattia mentale insita nei geni della propria famiglia, e di vestire in abiti maschili, tanto da apparire un dandy. Nonostante questo, ecco una poesia sull’amore effimero, quello che non sa resistere al tempo – certe infatuazioni che nascono durante le vacanze, ad esempio, e si affievoliscono fino a spegnersi nella distanza.

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Fiorucci

FIGURINA FIORUCCI DEL 1984

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LA FRASE DEL GIORNO
Flirt: fuoco di paglia che diventa fuoco fatuo
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ROBERTO GERVASO, L’amore è eterno finché dura

venerdì 10 novembre 2017

Giorno dall’aria di colomba


MEIRA DELMAR

IL RICORDO

Questo giorno dall'aria di colomba
sarà presto ricordo.

Mi riempirò di esso
come un'anfora di vino,
per berlo a sorsi quando vorrò
ritrovare il suo sapore.

Prima che voli nel tramonto, prima
di vedere come svanisce nella notte.

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Il tempo che scorre inesorabile, il susseguirsi dei giorni, il presente che si trasforma in passato e inevitabilmente in memoria: la poetessa colombiana di origini libanesi Meira Delmar (1922-2009) riesce però a cogliere un istante, a scoprirne un’armonia da conservare. È allora, forse, che “il tempo, fermato, trabocca / come un fiume d’oro. / E lascia scorgere sul suo fondale / chissà quali cose dimenticate”.

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Makunin

FOTOGRAFIA © MAKUNIN/PIXABAY


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LA FRASE DEL GIORNO
Ti penso. / La sera, / non è più una sera; / è il ricordo / di quell'altra, azzurra, / in cui amore / si fece in noi / come un giorno / si fece luce nelle tenebre.
MEIRA DELMAR

giovedì 9 novembre 2017

Quando le aggrada


ANDRÉ FRÉNAUD Frénaud

LA VITA, IL VENTO

La vita che alla sfuggita abborracciava
la tempesta primaverile e proseguiva,
la vita – il vento dalle cento lusinghe
mai mantenute – che procedeva,
le sue cento imprese e il disastro
e proseguiva, la vita, il vento,
la vita, così dolce quando le aggrada.

(da Non c’è paradiso, 1962 - Traduzione di Ornella Sobrero


Il vento attraversa la poesia di André Frénaud (1907-1993) come sussurratore di promesse che non saranno mantenute: la vita stessa sa essere capricciosa e, per dirla con Gesualdo Bufalino, “può stracciarti le vele, rubarti il timone, / ammazzarti i compagni a uno a uno, / giocare ai quattro venti con la tua zattera, / salarti, seccarti il cuore / come la magra galletta che ti rimane”. Eppure, talvolta sa essere dolcissima e ci riempie di stupore.

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Vento

JOHN WILLIAM WATERHOUSE, “WINDFLOWERS”

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LA FRASE DEL GIORNO
Vi sono momenti nella vita che basterebbero a pagare, a compensare i tormenti d'un’eternità.
MASSIMO D’AZEGLIO, I miei ricordi

mercoledì 8 novembre 2017

Qualcosa che ha dell’infinito


LUCIANO ERBA

E PUR MI GIOVA LA RICORDANZA

                       a Lucia

Niente è più perso delle figlie
dell’età quando erano bambine
entrò con tutti i suoi capelli biondi
portava un pacco più grande di lei
eppure ricordarsene nel sonno
o al risveglio è una pena gentile
di quelle che fanno provare
qualcosa che ha dell’infinito
e fanno sentire meno amara
la fine, ogni fine a venire.

(da Remi in barca, 2006, Mondadori)

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“Una pena gentile” prova il poeta milanese Luciano Erba (1922-2010), quella della nostalgia per un tempo che non tornerà più, in cui le figlie erano bambine e ci si poteva emozionare della tenerezza dell’infanzia. Quel tempo lontano e perduto però parla ancora al cuore, dalla memoria o dal sogno, e sa addolcire la malinconia del tempo ormai trascorso, dei mutamenti che la vita giocoforza ha portato.

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Willcox

ILLUSTRAZIONE DI JESSIE WILLCOX SMITH

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LA FRASE DEL GIORNO
I vostri figli crescono così in fretta che non li vedete.
LEO BUSCAGLIA, Vivere, amare, capirsi

martedì 7 novembre 2017

Tregua che attende l’alba


ALFONSO GATTO

MI CHIAMI ALLA FINESTRA

Mi chiami alla finestra, sul canale
della Giudecca è ferma questa strana
tregua che attende l'alba, s’allontana
il ricordo del tempo. Quasi tace
il cuore, come sillabe di pace
noi veniamo a morire alle parole
nostre, all'amore che non ha più male
e dolcezza a turbarlo. Verrà il sole,
l’aria dall’aria, un soffio, tramontata
- a dirtelo sparendo - delicata
come la luna...

(da Poesie d’amore, Mondadori, 1973)

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Nelle note alla raccolta il poeta salernitano Alfonso Gatto (1909-1976) commenta, a proposito di questa poesia: “Nasce dalla stessa situazione di tregua e di attesa di Ma è sogno”. Quindi dobbiamo immaginarci uno scenario veneziano notturno, sul far dell’alba: in quell’ora sospesa nel buio la tranquillità della città si propaga anche alle emozioni, ai discorsi, alla situazione amorosa, così come nell’altra poesia citata da Gatto: “La tregua che la notte lascia al giorno / prima che il giorno sia, quel pensiero / di calma – basta attenderlo – ci attende. / È sparita ogni traccia, lo stupore / che perde tutti i segni del cammino / dal nulla si ritrova al primo gesto. // Ma è sogno, come vivere d’amore”.

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Lushpin

EVGHENIJ LUSHPIN, “VENEZIA DI NOTTE”

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LA FRASE DEL GIORNO
[Notte], in te finito è vero e calmo il mondo / illuminato dal suo freddo.

ALFONSO GATTO, Poesie d’amore

lunedì 6 novembre 2017

Quel po’ di sole


CARLO BETOCCHI

A CUCI E SCUCI, 3

Non sei contento del possesso dei giorni?
Temi di perderlo? Credi d’esser da più
di ciò che sempre muta e viene disfatto?
Non ti basta quel po’ di sole che ancora
investe il tuo corpo che invecchia? Guarda,
stamani disfano il tetto della casa di fronte.
Mettono a nudo i correnti, ch’erano marci.
Li mutano. E intanto ripiove. Lesti li ricoprono,
con le tegole vecchie. E i coppi restano,
a mucchi, sul colmigno. E subito il sole
che torna luccica sulle tegole ignude,
e tu ti senti in cuore un di più che ti strugge
- vergógnati - d’amore per te, mentre in cielo
rulla un tamburo lontanissimo, azzurro,
per la tua libertà, che è un grido che vola.

(da Un passo, un altro passo, Mondadori, 1967)

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Carlo Betocchi (1899-1986) è poeta cattolico che fa dell’umiltà una virtù dominante. Qui si interroga con un fuoco di fila di domande non fini a se stesse ma inserite nella realtà oggettiva: quel lavorare dei carpentieri sul tetto della casa vicina, quel mutare del tempo si inseriscono nella riflessione del poeta sulla propria esistenza, sulla paziente attesa di quel premio finale che la sua fede attende: “a cuci e scuci, dicono i muratori/ quel metter le mani ad un muro che sgretola,/ antico, e rappezzarlo a frammenti:/ e dentro i vecchi pertugi dell'anima/ così mi canticchia una lunga pazienza”.

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Tetto

FOTOGRAFIA © BBB

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LA FRASE DEL GIORNO
Non guardatemi, che son vecchio, / ma nel mio mutismo pietroso ascoltate / come gorgheggia, com’è fiero l'amore.
CARLO BETOCCHI, Un passo, un altro passo

domenica 5 novembre 2017

Minuto ricco


JUAN JOSÉ SAER

CAFFÈ  E MELE

La tazza bianca, nitida, ci accoglie,
corolla aperta sul tavolo, sbocciata
nel presente che, ancora, è fiorito. E l’aroma
acido della polpa autunnale,
senza di noi, mescolato a quello del caffè,
resterà
prigioniero della sua forma:
vite fragili e solitarie. Minuto
ricco, il cui oscillare
tiene questo mondo
in equilibrio sull’oscurità. Presente
rapido e infinito che deposita,
in questo angolo dell’essere,
l’essere intero fatto calore e piacere.

(da L’arte di raccontare, 1988)

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La delizia dell’istante, il piacere di una piccola sensazione, spesso ci appaga più di quanto possiamo immaginare. Il poeta argentino Juan José Saer (1937-2005) coglie questo istante dal gusto oraziano in cui l’aroma delle mele di una fruttiera si mescola a quello del caffè aprendo discorsi addirittura sull’essere.

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CAMILLE ENGEL, “MARGO’S CUP AND SAUCER”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il mondo potrebbe offrirci molto di più se avessimo gli occhi per vedere anche le più piccole cose, il cuore per amarle e le mani per raccoglierle.
ROMANO BATTAGLIA, Incanto

sabato 4 novembre 2017

Là accado


KIKÍ DIMULÀDimulà

TRASGRESSIONI

Mi espando e vivo
illegalmente
in aree che gli altri
non riconoscono reali.
Là mi fermo ed espongo
il mio mondo perseguitato,
là lo riproduco
con amarezza ribelle,
là lo affido
a un sole
senza forma, senza luce,
immobile,
personale.
Là accado.

A volte però
tutto questo s'arresta.
E mi restringo,
a forza rientro
(rassicurante)
nell'area ammessa
e legale,
nell'amarezza terrena.

E mi smentisco.

(da L'adolescenza dell'oblio, Crocetti, 2000 – Traduzione di Paola Maria Minucci)

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“Là accado”: è un mondo altro - dove non vigono le leggi del reale, dove fioriscono le meraviglie della poesia e, come in un sogno, ci si può rivalere sulle avversità, sulle umiliazioni, sulle amarezze, dove è possibile dimenticare le insicurezze, le assenze, le disperazioni. È in quel mondo che si rifugia la poetessa greca Kikí Dimulà (Atene, 1931).

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Rafal-Olbinski-6

DIPINTO DI RAFAL OLBINSKI

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LA FRASE DEL GIORNO
Mi manca forse la tua assenza? / Non viene con me, la lascio a casa. / Patto esplicito del cambiamento è che non segua.
KIKÍ DIMULÀ, L’adolescenza dell’oblio

venerdì 3 novembre 2017

Senza forma


SOPHIA DE MELLO BREYNER ANDRESEN

A VOLTE CREDO DI VEDERE NEI MIEI OCCHI

A volte credo di vedere nei miei occhi
La promessa di altri esseri
Che avrei potuto essere.
Se la vita fosse stata un’altra.

Ma da questa favolosa scoperta
Solo mi viene il terrore e la pena
Di sentirmi senza forma, vaga e incerta
Come l’acqua.

(da Come un grido puro, Crocetti, 2013 - Traduzione di Federico Bertolazzi)

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Come l’acqua, che non ha forma e prende quella del recipiente che la contiene. Così dice di sentirsi a volte la poetessa portoghese Sophia De Mello Breyner Andresen (1919-2004), ripensando alle proprie scelte, alle svolte che la vita ha imposto. La poesia è la risposta alla ”insicurezza dei miei passi”, è la voce che aiuta a definire il reale, a far ”coincidere lo stare e l’essere”.

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Specchio

CAGNACCIO DI SAN PIETRO, “DONNA ALLO SPECCHIO”

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LA FRASE DEL GIORNO
È la poesia che rende intero il mio stare sulla terra.
SOPHIA DE MELLO BREYNER ANDRESEN

giovedì 2 novembre 2017

Non è un orto


LEONARDO SINISGALLI

LAPIDE

Non è un orto
o un giardino
il cimitero
dove io sono sepolto.
È un luogo assorto,
un muro,
Ogni bene è scontato,
ogni debito pagato
e il nome tutelato.
Mio amico, fratello,
contami i vecchi giuochi,
il fumo, i fuochi antichi.
Prendi di me l’effige,
le rughe, la fuliggine,
le lacrime, la ruggine.
Non è un orto
o un giardino
il cimitero dove io sono sepolto.
È un regno spento, muto.
Qui l’amore è perduto.
Qui la festa è finita.

(da L’età della luna, Mondadori, 1962)

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È il giorno dedicato ai defunti e ho scelto questa poesia di Leonardo Sinisgalli (1908-1981) in cui a parlare, come nella celebre Antologia di Spoon River di Masters, è una lapide: un nome, una fotografia, una vita perduta, dimenticata in quello che con i suoi fiori, i suoi aceri e i suoi cipressi, può sembrare un giardino ma non lo è; è il luogo dell’ormai accaduto, della memoria, del mai più, con tutte le sue amarezze e le sue tristezze.

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Angelo

FOTOGRAFIA © STUX/PIXABAY

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LA FRASE DEL GIORNO
Andare «via dalle tombe» e non visitare i morti, oggi che è il loro giorno, vuol dire farli morire veramente
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FERDINANDO CAMON, La Stampa, 2 novembre 2012

mercoledì 1 novembre 2017

Poesie per novembre IV


Due poeti italiani per cantare novembre: la quasi allegra caduta delle foglie gialle in una Roma turistica (e i vecchi e i giovani che vi leggono metafore) in una poesia di Aldo Palazzeschi (1885-1974) e il povero grigiore di questo mese nei versi di Loretto Rafanelli (Porretta Terme, 1948).

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ALDO PALAZZESCHIPalazzeschi-in-studio-310x283

NOVEMBRE

Dei giovani e dei vecchi
si raggruppano
fra le rovine calde di Roma
su cui i platani lasciano cadere
con frusciare di carta
le loro foglie dorate.
I giovani
fanno sapere ai vecchi
quello che a loro piace
e i vecchi
fanno finta di non sentire.


(da Cuor mio, Mondadori, 1968)

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LORETTO RAFANELLIRafanelli

LA SPOGLIA PIANURA DI NOVEMBRE

La spoglia pianura di novembre,
nella notte il viso impietrito
da una assenza e le stagioni
che passano come occhi seccati.
Il pane povero di novene
cantate tra i respiri lenti di un corpo

senza anni, altro non si dona
ai fratelli. E nella parola
non si svela in noi la grazia,
né i lucenti riflessi porgono
il sale del tempo,
mentre il mare notturno
nella foschia si infrange
senza pena.

(da Il silenzio dei nomi, Jaca Book, 2002)


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Novembre

FOTOGRAFIA DA PINTEREST

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LA FRASE DEL GIORNO
Gli alberi arrugginiscono e / come un volo d’anatre selvatiche si mostrano nel canneto / stormi di stelle.
GÜNTER EICH

martedì 31 ottobre 2017

Nella pioggia del tempo


FATOS ARAPI arapi

MATTINO D’AUTUNNO

L’autunno ha versato i suoi colori nella mia anima.

I colori della mia anima
              li ho lasciati decantare
nei giorni a venire.

Questa mattina, il cielo era bagnato dalla pioggia d’autunno,
Questa mattina
Ho rinfrescato la mia anima nella pioggia del tempo.

(da L’eclissi del sogno, 2002)

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Una mutua consonanza tra l’anima e la natura si manifesta nei versi del poeta albanese Fatos Arapi (Vlorë, 1930) : “Come posso resistere all’autunno / se la mia anima è interamente autunno, / i minuti si sono gonfiati/ e Ottobre li spegne come candeline?”

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Colori

FOTOGRAFIA © PICPHOTOS

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LA FRASE DEL GIORNO
Luce liquida d'autunno: / nella chioma degli alberi / bevono gli occhi.
EDUARDO MITRE, Versi d’autunno

lunedì 30 ottobre 2017

Anche se piove


PATRIZIA CAVALLIPatrizia Cavalli, italian poet at "Un'altra galassia" in Naples

SE ESCO VESTITA OBBEDIENTE ALLA STAGIONE

Se esco vestita ubbidiente alla stagione
‒ il giorno prima c’era un freddo orrendo –
e chiuso pacco pesante mi trasporto
alle mie tante insipide faccende
e camminando all’ombra arrivo al sole
e poi mi trovo a slacciarmi la sciarpa
e dopo un po’ quel mio denso cappotto
tenuto aperto dalle mani in tasca
diventa lieve coda che svolazza
‒non per il vento, perché il sole è fermo –
dietro i miei passi ormai più lenti e laschi
languidamente incerti sul da farsi,
quasi che fosse tuo il merito del caldo,
tutta scaldata da questo fermo sole
che posso fare? corro a cercarti,
ho questa scusa, ti devo festeggiare.
(Ma io verrei di corsa anche se piove.)

(da Sempre aperto teatro, Einaudi, 1999)

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Con ironia e leggerezza, con il consueto tono colloquiale, la poetessa Patrizia Cavalli (Todi, 1949) ride un po’ di se stessa, uscita un po’ troppo vestita per la stagione, ingannata da un precedente giorno freddo, impegnata nel suo canzoniere d’amore dove ogni cosa è rivolta in relazione a un tu.

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Kohn

ANDRE KOHN, “L’OMBRELLO GIALLO”

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LA FRASE DEL GIORNO
O amori - veri o falsi / siate amori, muovetevi felici / nel vuoto che vi offro.
PATRIZIA CAVALLI, Sempre aperto teatro

domenica 29 ottobre 2017

Crudele amore


EDWARD ESTLIN CUMMINGS

CRUDELE, AMORE

Crudele, amore
percorri l'autunno;
nei cui capelli l'ultimo fiore,
le labbra fredde e canti

per prime appassiranno, passeranno?
un sole a fiordipelle
cade e, crudele,
sull'erba
viene la luna

amore, percorri
l'autunno
amore, perché l'ultimo
fiore tra i capelli sfiorisce;
i capelli freddi a
sogni,
amore tu sei fragile

- percorri l'intero autunno
sorridi cinereo alla gente,
che per l'inverno
sghemba s'affanna.

(Cruelly, love, da Tulip & Chimneys, 1923 - Traduzione di Mary de Rachewiltz)

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Coniuga autunno e amore il poeta statunitense Edward Estlin Cummings (1894-1962): la crudeltà è sì della natura, che si appresta al lungo riposo invernale ma anche dell’amore stesso – un’accezione cara agli antichi se per Platone “crudele è la bellezza”, per Anacreonte, “crudele fabbro è amore” e per Virgilio e Lucio Apuleio brilla “la fiamma del crudele amore”.

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Autunno

DIPINTO DI LEONID AFREMOV

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LA FRASE DEL GIORNO
Crudele Amore, a che cosa non forzi i cuori degli uomini!
VIRGILIO, Eneide

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